L'Argentina dice sì al matrimonio fra omosessuali

Autore: 
Angelo M. D'Addesio
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L’Argentina è il primo paese sudamericano ad approvare i matrimoni fra persone dello stesso sesso dopo una lunga battaglia al Senato e fra l’opinione pubblica. Il dibattito sulla proposta di legge si è concluso dopo 14 ore tesissime con mozioni preferenziali e richieste di modifica e addirittura di bocciatura del progetto. Il progetto è stato approvato con 33 voti favorevoli contro 27 contrari e 3 astenuti con molte defezioni “diplomatiche” come quelle di Menem, Reutemann ed Adolfo Rodriguez Saa, tutti aspiranti alla presidenza. Molte le sorprese fra le dichiarazioni di voto, a partire dalla senatrice Liliana Negre de Alonso del Partito Justicialista ma anche militante dell’Opus Dei che ha contestato il Senato per non aver tenuto conto del rigetto del progetto da parte della commissione, avvenuto lo scorso maggio oltre alla trasposizione del testo licenziato in commissione in cui si faceva riferimento alle “unioni civili” ma non al “matrimonio”, proponendo una questione di privilegio contro Josè Pampuro presidente del Senato, in sostituzione di Julio Cobos ed invocando altresì l’obiezione di coscienza in ultimo. La frattura all’interno del Frente por la Victoria di governo è stata completata dal rifiuto di sei senatori, ma in soccorso sono giunti i quattro voti favorevoli della Union Civil Radical ed uno della Coalicion Civica, verso cui il capo dei senatori kirchneriani Miguel Pichetto ha espresso rispetto ed ammirazione. Strali pesantissimi erano stati espressi questa domenica a Buenos Aires, davanti al governatore dell’opposizione Mauricio Macri, (che pure è stato fra i primi a supportare i matrimoni nel suo stato) dal Cardinale Bergoglio, primate della Chiesa Argentina contro la “mossa del diavolo”. Le legge sul “matrimonio ugualitario” modifica l’art.2 laddove prevede che il matrimonio sia riservato a persone di sesso diverso. Commozione e festa fra le associazioni che hanno atteso l’esito davanti al palazzo del Congresso. Sconforto delle associazioni cattoliche ed evangeliste laiche, che parlano di una duplice violazione, sia della famiglia che della tutela dei minori. Scontri che sono destinati a non placarsi visto che al Congresso si è dato inizio all'inter per la normativa sull'aborto e sulla tutela femminile.